BREVE RIFLESSIONE DEL PRESIDENTE GIORGIO GIORGI SUI GIOVANI, IL LORO FUTURO, E IL FUTURO DELLA POLITICA !!

 

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GIOVEDI SCORSO, 31 GENNAIO, SI E’ FESTEGGIA SAN GIOVANNI BOSCO, PATRONO DELLA GIOVENTU’ che è uno dei miei santi preferiti….vi lascio uno stralcio di una mia riflessione sui giovani e l’impegno sociale e politico nel senso più nobile (sic!) del termine…
OMISSIS…In questo scenario generale, è necessario, intanto, che i giovani abbandonino un certo sentimento di indifferenza – se non diffidenza vera e propria – nei confronti della politica e delle istituzioni in generale. La paura di essere manipolati o essere costretti a sporcarsi le mani non può esimerli dalle responsabilità che sono proprie di ogni nuova generazione, cioè quella di essere “costruttori” di futuro. I giovani non sono per forza “antipolitici”, chiedono un’altra politica con la consapevolezza che non è sufficiente chiedere e stare ad aspettare che qualcun altro avvii il cambiamento…In questo, noi meno giovani dobbiamo fare come Don Giovanni Bosco che amava stare con la gioventù e sapeva ascoltarla e comprenderla nelle sue più intime esigenze, in particolare quelle di aggregazione (con momenti ricreativi, “associativi” e non solo), senza strumentalizzarla o riempirsi la bocca di parole di facciata e prive di contenuti concreti….

Bisogna che i giovani ritrovino il coraggio di mettersi in gioco e dare il proprio contributo, passando da spettatori delusi a protagonisti volenterosi, perché in fondo non è serio restare spettatori una vita, non è vita! In questo dobbiamo aiutarli e motivarli noi più “anziani” o meno giovani con percorsi seri di formazione, che fornisca alle giovani generazioni gli strumenti per contribuire alla costruzione di una società più umana e fraterna. E qualcuno sarà chiamato a farlo anche attraverso la politica come servizio. Ecco l’importanza del pensiero di Don Giovanni Bosco. “Amate le cose che amano i giovani”: la pedagogia di San Giovanni Bosco guarda al giovane nella sua interezza, sottolineando l’importanza di un sistema educativo capace di offrire loro la possibilità di studiare, di apprendere un mestiere, di giocare e di nutrire il proprio spirito coltivando la fede…”Non ho mai conosciuto un giovane che non avesse in sé un punto accessibile al bene, facendo leva sul quale ho ottenuto molto di più di quanto desideravo” diceva con il suo carisma Don Bosco. “Chi sa di essere amato, ama e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani. Non basta amare i giovani: occorre che loro si accorgano di essere amati.” Per evitare al giovane quelle esperienze negative che avrebbero potuto compromettere seriamente la sua crescita, per offrirgli gli strumenti adatti ad affrontare la vita con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, per creare un ambiente in cui i valori che si intendevano trasmettere fossero vissuti e comunicati con l’esempio…per educare. L’educazione può cambiare la storia ed è cosa di cuore perché si basa sulla carità per San Giovanni Bosco! Ancora oggi dopo 120 anni la pedagogia di Don Bosco nel rapporto con la gioventù rappresenta una vera e propria filosofia di vita, fatta di valori, di libertà, di dignità e di pace.

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Bisogna ridare anche credibilità e dignità all’attività politico-amministrativa, affidandola a soggetti scelti per onestà e competenza, attraverso leggi elettorali che possano definirsi tali in un paese democratico (non come quella attualmente in vigore che fa si che il nostro Parlamento sia un’assemblea legislativa di gente nominata e non eletta, spesso priva di autonomia di giudizio)….Bisogna trasmettere ai giovani la “passione del fare” quella che ha caratterizzato sempre il mio impegno nel sociale in senso lato…G.G.